
In questi giorni, per chi studia e lavora nell’Università de L’Aquila è stato il momento di prendere delle decisioni.
Decisioni che riguardano il futuro, decisioni che riguardano, anche e, soprattutto L’Aquila la cui economia si basa per una buona percentuale sull’Università, mi sembra di capire che a restare sul territorio aquilano saranno solo la Facoltà di Lettere e filosofia e la Facoltà di Scienze il resto non si sa perché hanno deciso di dislocarle in altre località, sempre in Abruzzo, ma lontane anni luce dalla realtà aquilana.
E, quì dovremmo chiederci: non si era detto di ricostruire la città? Di farla ripartire? Di dare una possibilità a tutti gli studenti di poter accedere alla formazione universitaria?
E, soprattutto, non si era detto che l’Università doveva ripartire da L’Aquila?
Le strutture ci sono e sono sotto gli occhi di tutti! Ne posso dire una, per esempio, la Scuola della Finanza che è in grado di ospitare il G8 ma non si capisce bene perché non sia in grado di ospitare gli studenti di Ingegneria o quelli di Medicina o adirittura l’intero Ateneo e ancora di più non capisco le decisioni prese dagli stessi presidi di facoltà che invece di fare pressioni per restare, hanno deciso di andarsene a spasso per l’Abruzzo, insomma le vere decisioni che sarebbero dovute essere prese per quanto riguarda la risoluzione del problema nell’immediato sono state un attimino agirate e a mio parere rimandate a settembre, usando la terminologia che di solito usano i professori per noi studenti.
Sarebbe utile aprire un dibattito su tutto ciò, come sarebbe utile sapere cosa pensano politica e governo.
Tarquini Giuliano (Uno di quelli che non starà mai al suo posto)
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