
Caro Nichi, lavoriamo insieme da domani
Caro Nichi,
Desidero scriverti a caldo prima che si depositino nel dibattito politico post-voto le doverose analisi di dettaglio, i distinguo e le sfumature.
In Europa spira un forte vento di destra, è un vento gelido per chi pensava che la crisi del “turbo-capitalismo finanziario” potesse finalmente rompere quell’ incantamento collettivo verso le dottrine neoliberiste che hanno dominato negli utlimi anni e che hanno anche contribuito a far smarrire l’identità dell’alternativa possibile .
La verità è che la crisi economica spinge i cittadini europei nel ventre protettivo di forze che tendono a rassicurare, proteggere, a difendere dallo “straniero”, e non verso un campo che li sfida sul terreno della creatività sociale economica; sul campo dell’innovazione produttiva e tecnologica, della sfida umana e ambientale. Perché questo campo non c’è, o meglio è ancora in formazione. Ho, a questo proposito, trovato di grandissimo interesse, tanto per citare un dato, il risultato di Cohn Bendhit, cioè quello di un ambientalismo democratico e innovativo che punta sulla fiducia creativa dei cittadini più che sull?evocazione del disastro.
Io penso che i progressisti europei hanno bisogno di una pedagogia del progetto, capace di sostituire la pedagogia dominante della paura.
A questo campo non ideologico, visionario e pragmatico, che sappia tradurre in chiave europea il new deal obamiano, fondato su un modo nuovo di vedere il mondo, secondo me, caro Nichi, appartiene sia il partito democratico che Sinistra e libertà.
E anzi credo che il tuo risultato sia davvero un buon risultato. Un risultato che sancisce finalmente la nascita di una sinistra critica che, però, si misura quotidianamente (come tu fai egregiamente in Puglia) con la fatica quotidiana del governo.
Molto si dirà nei prossimi giorni degli effetti nazionali di questo voto. La buona, ottima notizia, è che Berlusconi si è fermato, il suo sogno plebiscitario ha subito un colpo reale, gli italiani non vogliono che straripi. E se sommiamo tutti quelli che non lo vogliono sono più del 50 % degli elettori. A esso però noi dobbiamo ripartire con un’anima nuova. Con un progetto alternativo per governare questo Paese. E questo progetto va pensato, costruito insieme.
Chi voleva suonare il requiem per il partito democratico si metta l’animo in pace: il Pd, il progetto che ne è alla radice è ancora in campo. Gli dobbiamo fare un tagliando molto serio, sia in termini di modalità di organizzazione e radicamento che in termini di profilo e proposte. Ma possiamo dire a tutti quelli che ci vedevano morti che si erano sbagliati e anche di tanto.
Adesso si apre il cantiere. Un cantiere certamente interno al PD, ma necessariamente anche aperto a tutte quelle forze che, sentendosi alternative a Berlusconi, vogliono costruire un progetto diverso per l’Italia. Un progetto fondato sulla centralità del lavoro e della persona, sul rispetto e la forza creativa di un paese meraviglioso che ha risorse di cultura, bellezza e conoscenza che il modello berlusconiano deprime e soffoca.
Caro Nichi mettiamoci a lavorare insieme. Da domani.
Un abbraccio affettuoso.
Giovanna.
“Cara Giovanna proviamoci insieme”
Cara Giovanna, voglio prima di tutto ringraziarti per i toni personalmente affettuosi e politicamente rispettosi che hai usato nei confronti miei e di Sinistra e Libertà. Credo che l’interlocuzione a sinistra che tu proponi sia necessaria, non per noi ma per il Paese, il cui problema oggi è la ricostruzione del campo largo di una opposizione al berlusconismo. Credo anche, però, che questa opposizione al berlusconismo non possa più limitarsi a una critica generica e letteraria. Deve entrare nel merito dei problemi reali. Deve far nascere il profilo di un’alternativa credibile. A fronte di questa crisi durissima, per affrontarla mettendo in campo una concreta alternativa economico-sociale, la sinistra deve prima di tutto fare i conti con le mitologie liberiste e tecnocratiche che per molti anni la hanno attraversata. I nodi strategici sono evidentemente il lavoro e la scuola pubblica, e ciò significa senza mezzi termini lotta contro il precariato e contro il degrado della scuola pubblica, senza indulgere ad atteggiamenti civettanti con la vorace spinta alla privatizzazione dell’istruzione. Ma è un nodo strategico anche la difesa della laicità, che non può essere aggirata con l’alibi dei temi eticamente sensibili senza mai farne oggetto di una franca e aperta battaglia delle idee. Sullo stesso nostro europeismo, anch’esso un nodo dirimente, dobbiamo dire con chiarezza che lo intendiamo nella sua accezione più “euromediterranea”, come ponte per la pace e come incontro di civiltà. E’ questo del resto il messaggio che ci arriva dalla stessa presidenza degli Usa, da Barack Obama.
Infine, non credo sia più rinviabile la messa a tema, e con la massima urgenza, del problema fondamentale: la qualità e la natura della nostra democrazia, oggi messa gravemente a rischio dal prosciugarsi della rappresentanza reale, dalle pulsioni razziste e autoritarie, dal tentativo sempre più sfrontato di svuotarla di contenuti. L’istanza egualitaria è sin dalle origini una componente essenziale della nostra Costituzione e del suo spirito più intimo.
Ma oggi assistiamo invece proprio a una metodica soppressione di ogni istanza egualitaria, con una conseguente mutazione genetica della nostra stessa democrazia. Se non si entra nel merito di questi temi, tutto resta confinato nel campo delle petizioni del cuore. In queste elezioni, il Pd ha subìto una dura sconfitta. Sarebbe letale se, per la seconda volta dopo le politiche del 2008, tentasse ancora di rimuoverla. E’ auspicabile che comunque porti a casa la pelle, ma sotto quella pelle nessuno sa ancora cosa ci sia. Nell’affrontare i nodi fondamentali, si pone più come un galateo che come il perno di un blocco sociale alternativo.
Noi, come Sinistra e Libertà, abbiamo già fatto la scelta di aprire un percorso di ricerca e di inziare un cammino. Chiediamo a tutti di essere, come noi, attori di un dialogo vero, senza retropensieri. Oggi non si tratta di fare scelte che affrontano prioritariamente il tema di un contenitore. Oggi siamo alla scrittura di una prima bozza di un programma fondamentale per la sinistra. Oggi siamo all’inaugurazione di un cantiere, o forse di più cantieri, in cui avviare con esperienza e con pazienza, la cura di un parto, di un partire, e infine di un partito. Con voi, amici democratici, con Antonio Di Pietro, con il Partito radicale, con Rifondazione comunista, è giunto il tempo di smettere di usare le parole come corpi contundenti. E’ questo il tempo di parlarci con sincerità, magari con asprezza, ma con quel comune sentire che è proprio di chi percepisce, persino con dolore, lo scivolamento dell’Italia e dell’Europa verso destra. Quando la sinistra rinuncia a darsi una grande missione e ad avere una grande visione, cede alla tentazione del governismo. Si smarrisce nei labirinti dell’amministrazione. Smette di essere una narrazione collettiva e non si accorge che in una società frammentata i messaggi della destra, anche estrema, possono guadagnare consensi crescenti. E non vale neppure, sulla sponda opposta a quella del governismo, far vivere la sinistra alla stregua di una cattedra di sociologia della catastrofe, o come un’identità immobile, un sarcofago in cui conservare la mummia delle nostre glorie passate.
Vale invece la sinistra come creazione, come racconto della vita che incrocia l’analisi sociale, come grammatica della libertà e cura della soggettività. Come profezia laica che annuncia la pace e come efficacia di un agire politico che interpella la vita, la sua fragilità, la sua irriducibile potenza.
E quindi, cara Giovanna,
a presto.













Prima di guardarci intorno per capire quali forze politiche sono a noi vicine/affini, Sinistra Unita-Sinistra e Libertà deve assolutamente compiere ancuni passaggi fondamentali.
Alle elezioni europee un milione di italiani ci hanno detto di andare avanti nella costruzione della nuova sinistra italiana.
Noi tutti che ci siamo impegnati per questo progetto abbiamo l’obbligo di non deluderli.
In questa fase politica ritengo che Sinistra e Libertà debba essere concorrenziale sia verso il PD che verso RC/PDCI, far crescere la propria posizione per spostare a sinistra gli equilibri del nuovo centrosinistra che vogliamo costruire.
Conservare il simbolo Sinistra e Libertà, un simbolo e due parole belle che ormai sono entrate nei nostri cuori.
Proporre la partecipazione al nostro progetto “aperto” a tutte le persone di sinistra che vogliono dare il proprio contributo per creare, partendo dalle storie personali, un nuovo soggetto politico.
Un progetto aperto ai socialisti, ai comunisti, agli ambientalisti, ai laici, a chi semplicemente si “sente di sinistra” e che, una volta delineato nei suoi cardini, sarà un soggetto politico nè solcialista, nè comunista, nè ambientalista, sarà la nuova sinistra.
A livello locale, come Sinistra Unita, dovremo aderire a Sinistra e Libertà e cercare di aprire sedi su tutto il territorio provinciale; dovremo creare un coordinamento di tutti gli amministratori che nella provincia fanno riferimento al nostro movimento politico.
Creare dei gruppi di lavoro sulle tematiche che riterremo prioritarie e fondamentali per sviluppare e portare sul territorio le nostre proposte politiche.
Cominciare ad organizzare la “Festa provinciale di Sinistra e Libertà” che dovrà essere un momento importante di confronto, di dibattito e di innalzamento culturale della nostra comunità.
Questi sono i passaggi che ci aspettano, difficili ma entusiasmanti.
Il sogno continua, il sogno è nelle nostre mani.