
Chiedere alle istituzioni locali e nazionali attenzione ai problemi dell’Università de L’Aquila, è un dovere per tutti i cittadini di Rieti e Provincia.
L’Università abruzzese, infatti, ospita circa 2500 studenti reatini, giovani che hanno scelto L’Aquila per proseguire i propri studi. Cosa ne sarà di loro se le istituzioni non si muoveranno per chiedere a gran voce nuove sedi in città per le facoltà distrutte o danneggiate dal sisma?
A tutt’oggi i problemi della città de L’Aquila sono molti, troppi e l’Università passa in secondo piano agli occhi di chi deve combattere per uscire dalle tendopoli, ma per i nostri studenti il problema esiste e non possiamo ignorarlo.
Trasferirsi in corso d’opera in un altro Ateneo in Italia significherebbe perdere crediti determinando il fuori corso. Essere fuori corso non è un problema psicologico, è un problema economico! Gli studenti fuori corso pagano interamente le tasse universitarie, indipendentemente dal reddito familiare, perdono le borse di studio, gli sconti sulla mensa, la possibilità di lavorare per l’università nelle biblioteche con le famose 150 ore, ecc. ecc. Tutto questo, per molti, potrebbe significare dover interrompere gli studi. È evidente che il Diritto allo studio degli universitari reatini viene di fatto negato ignorando i problemi dell’Università de L’Aquila.
Forse parlare direttamente con alcuni di questi studenti, riportare le loro esigenze e quelle delle loro famiglie è il modo migliore per far comprendere a cittadini e istituzioni il problema nella sua effettiva entità, non è solo per la bellezza del capoluogo abruzzese, infatti, che da sempre i reatini scelgono L’Aquila per la loro formazione universitaria. Città come Roma e Perugia sono vicine ma non ben collegate con Rieti, scegliere di studiare in una di queste città presuppone la possibilità economica di pagare vitto e alloggio ai propri figli e non tutti possono permetterselo. Senza contare che, ad esempio, Roma ha un costo degli affitti proibitivo per la gran parte degli stipendi.
A questo articolo seguirà, quindi, una piccola inchiesta che sinistrarieti.net condurrà fra gli studenti e le loro famiglie, per portare la loro voce alle orecchie di più gente possibile e per ribadire che il Diritto allo studio non si tocca e che gli universitari reatini non sono studenti di serie B di cui possiamo dimenticarci.
A presto.
Regina Conti
Giuliano Tarquini












